Seduta in un angolo osservo la scena e penso:
1) cosa avrò mai io in comune con una donna sovrappeso di mezz'età che ha un pessimo gusto nel vestirsi e che butta giù ciambelle come se fossero bricioline di pane?

2) cosa vorrà mai da me questa ragazza biondo platino dai mille orecchini che mi sorride e che vuole tranquillizzarmi?
3) cosa ci faccio io con un pennarello in mano e l'impegno a contribuire al disegno di un'enorme coperta colorata?

Allora ripenso all'inizio e ricordo l'Omone alto due metri che ha la voce squillante di un pinscher nano castrato e che firma gli assegni che mi permettono di pagare il mutuo.
Me lo ricordo in piedi, accanto alla finestra e non ha il coraggio di guardarmi in faccia mentre gli spiego che pare io sia, almeno per ora, malata e so che gli ritornano in mente parole già sentite nella sua vita e so che ha paura per me.
Sento ancora la strana sensazione di sollievo quando mi rendo conto che teme per me, per la mia salute e non per il posto di lavoro che dovrò, a volte, lasciare scoperto.
In fondo in fondo questo Omone è la prima persona che incontro nella mia nuova vita e, almeno per otto ore al giorno, posso smettere di far finta che le cose siano sempre uguali a prima.
Così quando mi siedo a metà delle scale perchè non ce la faccio posso smettere di buttarla sul relativismo cosmico ("Sto seduta qua per cambiare prospettiva sulla vita, dovresti provarci anche tu qualche volta!") e invece posso liberamente confessare che: "Non riesco a rialzarmi, mi dai una mano?"
E posso anche evitare di mentire spudoratamente quando mi addormento davanti al computer ("Pensavo ad occhi chiusi, ho grandi idee in mente, un giorno te ne parlerò!") e chiedere di poter appoggiare la testa sulla scrivania per qualche minuto.
Anche se, in effetti, stavo sviluppando una straordinaria capacità di inventare rocambolesche e fantasiose scuse (per non dire "balle") che un giorno, ne sono sicura, mi avrebbe portato ad una brillante carriera di...di qualcosa, non so bene cosa ma sicuramente illegale, proibita e, per questo motivo, molto divertente.
Non credo che l'Omone abbia molto chiara la faccenda dell'entomologo e dell'insetto ma, a dirla tutta, non è che ce l'abbia molto chiara nemmeno io.
Voglio dire: ma vi pare che ho una bestia nel sangue? (NON metaforicamente parlando, poi!)
Se ci penso a volte mi prende un pizzicorino in tutto il corpo e, diciamolo, prende anche a tutti quelli a cui lo racconto.
L'Omone, soprattutto, essendo un dichiarato ipocondriaco, non fa altro che grattarsi i polsi ogni volta che mi sta vicino e mi chiede come sto; dopo avermi costretto ad un elenco completo di sintomi ed aver dovuto ammettere che non ne ha nemmeno la metà, me lo ritrovo a vagare nei corridoii con sguardo perso e polsi arrossati dalle sue unghie.
(Come ridurre un gigante borioso ad un minuscolo omino spaventato? Aspettate che dia un colpo di tosse e lasciatevi scappare un innocente: "Anche per me è cominciato tutto così..." e poi godetevi lo spettacolo.)

Ecco, se ripenso a tutte queste cose allora mi ricordo cosa ci faccio io qua, al Circolo del Patchwork, ad annuire vistosamente ogni volta che mi rivolgono la parola, a farmi piacere questa caotica situazione di ciambelle e stoffa e a resistere alla tentazione di scappare e tornare a casa.
Ma, visto il mio proverbiale tempismo, comincio ad ambientarmi nell'esatto momento in cui la ragazzetta in blue jeans inizia a spegnere le luci e tutti recuperano i cappotti e le chiavi dell'auto.
Quando salgo sul bus, stanca e stordita, l'Autista mi guarda e ha quella faccia antipatica da "Te l'avevo detto io" che mi tocca sopportare perchè, in effetti, lui me l'aveva detto...

2 commenti:

Passavo di qua, e volevo giusto lasciare un saluto.

Ma poi pensi di fare una raccolta-ebook di tutto il testo, o preferisci lasciarlo così?

Ciao!

Simone

07 novembre, 2009  

Simone che bello vederti qua e grazie per essere passato!

Ti dirò che non ho mai pensato ad un e-book o ad una raccolta dei testi, forse dovrei crederci un po' di più e dare un senso a tutto ciò!

La Zia che tituba...

08 novembre, 2009  

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