NEL MONDO DEI CONTRARI...

...dove nulla è come appare.

“Ahi!”
“Che c’è?”
“Mi hai fatto male. Vedi? Esce sangue e non dovrebbe uscire sangue. Non so se mi spiego.”
“Non dovrei nemmeno essere qui a fare ‘sto lavoro se è per questo. Non so se mi spiego, io.”
“Capirai…per darmi una mano, chissà che faticaccia. Comunque se continui così…Ahi! Mi hai bucato di nuovo!”
“E tu non ti muovere, ti ho detto di stare ferma.”
“Non mi sono mossa, sei tu che sbagli.”
“Ancora una protesta e mollo tutto così ti arrangi da sola. Proviamo?”
“No, no, dai. Sto buona e ferma.”
Ma non funziona comunque.
“Ahi! Di nuovo, porcadiquellapaletta, ancora sangue! Ma mi vuoi morta? E’ questo il piano? E cosa racconterai ai soccorritori? “La stavo aiutando ma lei non voleva rimanere ferma…”! E’ questo che dirai? No, perché se mi vuoi morta basta dirlo, tolgo il disturbo!”
Mi guarda con un’aria scocciata, è evidente che non ho più un grande effetto su di lui. Forse se faccio finta di svenire…
“E non pensarci nemmeno a far finta di svenire, occhio che non ti prendo e cadi per terra.”
Diavolo di un Ometto, le sa tutte.
“Ok, ok. Ricominciamo tutto da capo: hai in mano un ago che…punge, inutile dirlo, e che va maneggiato con attenzione e cura. Facciamo un’altra prova, so che puoi farcela.”
“Ultimo tentativo e poi, se non sei contenta o ti muovi ancora, esci e vai dalla signora che sta vicino al bar e chiedi che te lo faccia lei, visto che è il suo mestiere!”
Percepisco un filo di rabbia nelle sue parole ma faccio finta di niente. Ti pare che devo arrivare fino dalla signora di sotto a fare questa cosa? Ma non ci penso nemmeno!
“Ehhh ZAC, fatto. Allora, come è andata, eh? Sono stato grande, dì la verità. E mi pare tu non stia nemmeno sanguinando, o mi sbaglio?”
“Io sto bene, grazie. E devo ammettere che sei stato bravo, un po’ lungo ma bravo.”
“Cosa vuol dire “un po’ lungo”, scusa?”
“Bè ragazzo mio, non è che possiamo metterci delle mezz’ore per far entrare un po’ di filo nella cruna dell’ago, no? Altrimenti questo ricamino per i nipoti quando lo finisco
?”

13 commenti:

Bello, bellissimo post,
col fiato tirato sino alla cruna dell'ago, ma che forte che sei!!!!
Ometto come sempre, grande, tu uno spettacolo d'idee.
Fortunati nipotini, che zia divertente!!!!!!! A chi non ha fatto ancora uèuèuè, preparati a vedere le meraviglie che la zietta ti sta preparando e non solo di cucito.
Abbracciocucitoconbaciotto
4p

27 aprile, 2010  

e io che mi immaginavo il tuo Ometto roteare la siringa in prossimità delle tue chiappe :-)
In teoria è il filo che dovrebbe attraversare la cruna dell'ago, ma nel mondo dei contrari sembra che sia la cruna dell'ago che attraversa il filo e la tua mano. Che casino :-))
Troppo carino questo post.
Un mega abbraccio

28 aprile, 2010  

Bella scenetta, davvero!

Qui le cose vanno male, si sta lentamente affondando. Il mio Ometto, dopo mesi, sta accusando il colpo. Se fossimo più giovani penserei di emigrare, magari in Australia.

Vi auguro di non avere mai l'Ometto a casa, e tenetevi stretto il vostro lavoro, se potete.

Melian che si chiede come pagare la prossima bolletta.

28 aprile, 2010  

Ragazze! Avevo un'ansia da prestazione per questo post, menomale che vi è piaciuto!

@Nua: dicci come stai? Siamo in pensiero...

@4P: dimmi che sai ricamare e che mi darai qualche suggerimento...aiutooooo

@Melian: di Ometti a casa ce ne intendiamo anche da queste parti, purtroppo, e le valige sono sempre pronte. Mi chiedo solo se nella casa nuova ci starà il tenero ma ingombrante frigo rosa anni'50 che non potrei lasciare indietro! E tu a cosa non rinunceresti in un eventuale trasloco?

28 aprile, 2010  

Cara Zia,
io sto bene, coi miei attacchi di panico ci convivo abbastanza bene. E' il mio dott che la fa "tragica". Comunque ho deciso di aspettare ancora a prendere l'antidepressivo, nel frattempo continuo il mio percorso dalla psicologa.
Il fatto è che io non mi sento per niente depressa, anzi io adoro la vita, mi appassiono delle piccole cose. MI sveglio gioiosa del mattino appena arrivato. Poi mi capita di avere il famoso attacco di panico,ma non sono depressa. Insomma non ti preoccupare per me, sto bene e me la cavo anche in trincea.
Un grande abbraccio.

30 aprile, 2010  

Bella domanda! Le ragioni del cuore le metto sempre da parte quando si tratta di vita pratica, quindi mi costringi a pensare e mi viene in mente una credenza Ikea, Torsholma si chiamava, che ho molto amato e che ho dovuto abbandonare in un cambio casa.
Per un prossimo eventuale cambio casa non abbandonerei mai scrivania e librerie che mi seguono da quando avevo dodici anni.

Un bacio!

30 aprile, 2010  

Il mondo dei contrari s'è fermato?
Cara Zia, come stai? Sono un po' preoccupata del tuo silenzio. Ti abbraccio.

14 maggio, 2010  

Ciao!!!
Grazie per essere passata e scusa se latito...
Sono un po' a corto di parole e pensieri.
e tu come stai?

La Zia che, comunque, c'è.

17 maggio, 2010  

Zia che, comunque, c'è, passo e ti lascio un grande-grosso-grasso ciao
4p

30 maggio, 2010  

Uffi, siamo a ottobre, che latitanza lunga......, la peppina dove sei finita?????
Va bè, ti lascio un abbraccione
Mi mancano i tuoi scritti.
ciao
4 p

24 ottobre, 2010  

Sì, hai ragione, latito da troppo tempo.
C'è stato un momento in cui desideravo così tanto allontanarmi dalla malattia che ho dovuto mettere le distanze anche tra me e il blog (sono in fase "onestà a tutti i costi", si nota?) e poi c'è stata la fase: ora torno e racconto un altro pezzo della storia. Purtroppo quest'ultimo momento è coinciso con un problema di salute che mi impedisce di stare in pace al computer e scrivere quanto mi pare.
Ma spero di risolverlo presto e di tornare in questo spazio a raccontare la mia storia e a leggere le vostre.
E tu, QUATTROPPI' (che mi salvi dall'oblìo, te ne sarò eternamente grata Amica Mia.), come stai?
Che mi racconti?

Melian ci sei?

E tu Nua???

Ho visto che è passata anche una certa no12live4, spero stia bene e che stia bene anche il suo Ometto.

A presto,

LaZia che c'è, sempre.

25 ottobre, 2010  

Cara zietta che ci sei sempre, mi fa tanto piacere sentire che non ci hai dimenticate, ma soprattutto che la tua storia continuerà. Tu per il momento immagazzina più idee possibili, mettile nel casettino della mente e appena puoi rendici partecipi di così tanta bravura,perchè lo sai vero, che sei bravissima a raccontare.

Di me che dire, soliti altalenanti umori e soliti altalenanti dolori dell'artrosi. Poi si sono aggiunti un po' di dispiaceri che a livello di somatizzazione han fatto il loro sporco lavoro.

Ma non mi voglio lamentare troppo, perchè riconosco che cazzarola ce n'è per tutti e per tutti i gusti.

Ultima new, la suocera ha un tumore al pancreas, la mamma del mio cognatone, morto un anno fa a dicembre per un tumore all'esofago.
Poi c'è stato Marius, 21 anni, amico di Marco (impressioni di settembre- anca sbilenca) che ci ha lasciati circa un mese fa.

Basta con ste tristezze e diamo spazio alle preoccupazioni.
Andrea, il mio figliolo, forse dovrà essere operato alla schiena, sembra ci sia lo scivolamento di una vertebra, che però la TAC non rileva. Mah, faremo anche una risonanza. Aspettiamo la chiamata dal Pini per un dayospital e faremo tutti gli esami del caso per poi decidere.

A Milano continua a piovere, uff.

Sono stata prolissa, ma ahahahah, sei tu che mi hai chiesto "che mi racconti?", sono stata noiosa, la prossima andrà meglio.

Un abbraccio
4 P

01 novembre, 2010  

Ohhhh, finalmente qualcuno che risponde come si deve alla domanda : "Che mi racconti?"!!!
Brava Amica mia così si fa.

Non ho grandi parole consolatorie per cercare di alleviare il tuo dolore però ti confido che a volte mi interrogo sul "dopo la vita", mi chiedo cosa ci sia e mi trovo a pensare che magari non c'è nulla e allora bisogna lasciare qualcosa in questo mondo, qualcosa dentro agli altri.
Le persone che tu hai amato sono ancora vive grazie a te che le hai nel cuore e che le citi qua, pubblicamente, e rendi loro giustizia. Così sì che saranno eterne.

La Zia che incrocia le dita per tutti gli altri...

ps:scusa se ho i tempi di reazione di un nano da giardino ma faccio una fatica boia a stare seduta davanti al pc. uh signur.

07 novembre, 2010  

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